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05 agosto 2026

Libro II - Capitolo 4 (Qual è il tuo sogno?)

Per come la società si è evoluta ormai questa sembra una domanda per bambini. Non sono in tanti a parlare più di sogni, è già tanta roba parlare di obiettivi ed essere capaci di formularne. Sembra…

Libro II - Capitolo 4 (Qual è il tuo sogno?)

Per come la società si è evoluta ormai questa sembra una domanda per bambini.

Non sono in tanti a parlare più di sogni, è già tanta roba parlare di obiettivi ed essere capaci di formularne.

Sembra che la maggior parte delle persone siano rassegnate alla sola sopravvivenza e che la priorità sia solo quella di spuntare la lista delle cose che ci permettono di tirare avanti: avere abbastanza soldi per ripagare le varie rate programmate, nutrirsi e farsi una qualche vacanza per non farsi mancare nulla.

In questi ultimi tempi però, c’è anche chi ha capito che questo tipo di vita non può essere chiamata tale e quindi, potendoselo permettere, lascia tutto e si lancia alla ricerca delle avventure più disparate.

QUAL È LA GIUSTA INTERPRETAZIONE?

Come sempre, credo che non ci siano strade giuste o sbagliate da seguire, anzi penso che la vita offra SEMPRE E COMUNQUE la possibilità di fare esperienza.

E il punto è proprio questo!

Possiamo scappare dalla quotidianità, dalla noia, dagli obiettivi male organizzati, dalla sofferenza del passato, dalla paura del futuro, possiamo iniziare a viaggiare autodiagnosticandoci la ormai famosa sindrome di wanderlust, insomma non importa che esperienze si vogliamo evitare, non si può ignorare quello che poi alla fine conta veramente.

COSA È QUELLA COSA CHE CI VIENE RICHIESTA COSTANTEMENTE DALLA VITA INDIPENDENTEMENTE DAL CONTESTO CHE SI È SCELTO DI VIVERE?

Migliorare individualmente.

Vogliamo un lavoro migliore? Dobbiamo accrescere le nostre capacità.

Abbiamo problemi a relazionarci? Dobbiamo capire cosa ci blocca e lavorare su quell’aspetto.

Vogliamo scappare da tutti i problemi e viaggiare spensierati senza preoccupazioni? Se non si sono fatti i conti con sé stessi questi fastidi saranno sempre dietro l’angolo ad aspettarci.

Niente è gratis nella vita e il prezzo da pagare è sempre uno sforzo per diventare delle persone migliori. Che non è proprio un brutto accordo!

Io penso che sia la regola base del gioco. Vivi, ma lascia il mondo migliore di come lo hai trovato, iniziando dal migliorare te stesso.

E COSA C’ENTRANO I SOGNI E GLI OBIETTIVI?

La metafora è sempre la stessa: vivere senza porsi degli obiettivi equivale all’idea di una nave che naviga senza bussola.

Navigando e navigando, da qualche parte arriverai, ma non potrai essere soddisfatto a lungo in destinazioni puramente casuali, oppure potrai, ma dare il proprio viaggio in mano al caso, alla fortuna, vuole dire aspettarsi sempre il 50% di sfighe!

Inoltre le situazioni ti richiederanno di risolvere problemi improvvisi come è normale che accada, ma questi potrebbero rivelarsi più difficili del previsto senza un’adeguata preparazione. Quindi dovresti fermarti e prenderti il tempo sufficiente per apprendere quello che ti serve per poi poter riprendere il viaggio.

Insomma, viaggiare senza una direzione specifica ha in sé il potenziale di mostrarti tutte le tue lacune da migliorare, in ordine sparso senza un criterio.

Immagina ora, invece, di avere un sogno specifico in mente. Un sogno in grande, quasi inarrivabile, di quelli che ti riempiono il cuore. E immagina come se ci fosse una linea del tempo piena di obiettivi intermedi, vere e proprie tappe concrete che renderebbero il tuo sogno un traguardo più veritiero.

In questo viaggio si cammina in una direzione precisa e quando si presentano dei problemi, la loro risoluzione ci avvicina alla tappa successiva ottimizzando i tempi del nostro percorso.

Qua la responsabilità è solo nostra e forse questo può essere l’aspetto che intimorisce maggiormente, ma tra il sapere di essere il regista/protagonista della mia storia o un semplice spettatore io scelgo sicuramente la prima opzione, con tutto il duro lavoro che comporta.

Ripeto che penso non ci sia una scelta giusta o sbagliata.

Mettiamo che lo sforzo richiesto sia lo stesso (anche se per esperienza mia e delle persone con cui lavoro, viaggiare senza direzione è molto più difficile), una scelta porta nella direzione che decidiamo noi e ci da chiare informazioni riguardo a quello che serve per completare il viaggio, l’altra invece è completamente a caso.

La scelta è personale.

QUAL È IL MIO SOGNO?

Ci ho riflettuto parecchio e la mia vita è stata piena di momenti in cui ho maledetto chi metteva dei paletti dove non servivano.

IL MIO SOGNO È QUELLO DI COSTRUIRE UN MONDO IN CUI SEMPRE PIÙ PERSONE SAPPIANO COME SFRUTTARE AL MEGLIO TUTTE LE POSSIBILITÀ CHE LA VITA OFFRE SENZA PIÙ DIPENDERE DALLE VECCHIE ETICHETTE E CONVENZIONI.

COME RAGGIUNGERLO?

IL MIO LAVORO DI COACH MI PERMETTE DI ACCOMPAGNARE LE PERSONE NEL CAMBIAMENTO DELLA LORO VISIONE DEL MONDO RIGUARDO A CIÒ CHE È POSSIBILE O NO.

È un lavoro completo e assolutamente pratico.

Tutto passa dal migliorare sé stessi, passo dopo passo, affrontando i propri limiti per passare ai livelli successivo del percorso che abbiamo scelto.

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